MaTeMù: l’arteducazione alla vita nel cuore di Roma

Spesso capita di vivere in una città da molto tempo e di non riuscire a conoscerla per intero. Nelle grandi città, poi, la questione si complica. Prendete Roma: sono venuta a conoscenza delle attività di MaTeMù solo recentemente, ma comunque non ne conoscevo la potenza e il valore finché non mi sono recata sul postoContinua a leggere “MaTeMù: l’arteducazione alla vita nel cuore di Roma”

Ragazzi, che pastura! Il Paradiso di Franco Loi

«El Paradis… Ragassi, che pastüra!»: è questo il primo verso del romanzo in poesia L’angel che mi è venuto in mente quando, poco più di un mese fa, è mancato Franco Loi. «Il Paradiso… Ragazzi, che pastura!». Loi pubblicò quarantacinquenne la sua prima raccolta poetica, Stròlegh (Einaudi, 1975), dopo aver frequentato la letteratura per oltreContinua a leggere “Ragazzi, che pastura! Il Paradiso di Franco Loi”

Attraversare il tempo

Ho provato a fare un esercizio: cercare di ricordare il colore della mia infanzia. Ero convinta che avrei ritrovato solo immagini piene di luce e invece, chiudendo gli occhi, non sono riuscita a distinguere niente. Ero immersa in una totale oscurità. Mi sono sentita come Alice che, dopo essersi infilata nella tana del coniglio, èContinua a leggere “Attraversare il tempo”

«Una cappelliera piena di buchi», curiosità e facezie nel pacchetto delL’orma dedicato al Colosseo

La mia famiglia si è trasferita a Roma quando ero una bambina. Nei primi mesi dopo il trasloco, i miei genitori hanno vissuto una specie di delirio turistico (comprensibile, visto che sono nati e cresciuti a Rho, che, per carità, è una piacevolissima cittadina, ma vuoi mettere?). Io ricordo poco, e spesso si tratta diContinua a leggere “«Una cappelliera piena di buchi», curiosità e facezie nel pacchetto delL’orma dedicato al Colosseo”

Passeggiata

Le lunghe notti che con te erano giovani ormai pensano solo a ciò che è stato. A via Ottaviano invano m’aggrappo ai rintocchi dei miei passi, troppo fragili per il plumbeo marciapiede. Quando assieme  camminavamo, vagabonda nel tuo sorriso mandavo tutto alla malora e la lana di lillà intorno al tuo collo diventava presto ilContinua a leggere “Passeggiata”

Santa Monica come Castiglione della Pescaia: a Los Angeles con la regista Lucia Senesi

Lucia Senesi è una giovane regista, sceneggiatrice e scrittrice italiana. Come molti suoi coetanei, ha deciso di abbandonare l’Italia per avere quella possibilità che nel nostro Paese viene spesso negata. Attraverso un duro lavoro e molta costanza, il suo ultimo film A short story sta viaggiando per i festival di tutto il mondo. Centro dellaContinua a leggere “Santa Monica come Castiglione della Pescaia: a Los Angeles con la regista Lucia Senesi”

Quanto è grande un metro?

Quando abbiamo imparato a misurare lo spazio e ad accorgerci della sua esistenza? Forse tutte quelle volte in cui da bambini volevamo raggiungere delizie proibite nella credenza e, non arrivando così in alto, ci arrampicavamo su una sedia. Magari invece quando giocavamo nel cortile della scuola ad “Acchiappa bandiera” e “Guardia e ladri”. Ma èContinua a leggere “Quanto è grande un metro?”

“Il mio amico” : il diritto alla sospensione del dolore

Io vorrei solo stare in barca, e esplorare il mondo per mare, invece sono in sala chirurgica ogni giorno – però il mio ospedale è un’isola, ci vado a piedi o in bici, all’alba sono sempre presente, e ho una montagna di ferie non godute.  Mauro fa il medico anzi è un medico. Ed èContinua a leggere ““Il mio amico” : il diritto alla sospensione del dolore”

Cuaderno de bitácora: in viaggio con Julio Cortázar

Estate 1914, poco dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, le truppe tedesche invadono il Belgio. Il 26 agosto dello stesso anno nasce Julio Cortázar a Bruxelles, dove si trova la famiglia, di origini argentine, per motivi di lavoro del padre. In un’intervista del 1973 a RTVE Cortázar farà dell’ironia su come dalla sua nascitaContinua a leggere “Cuaderno de bitácora: in viaggio con Julio Cortázar”

Una storia quasi vera: in Brasile con Clarice Lispector

Nei primi mesi dell’anno 1922, a causa delle terribili sofferenze subite nei pogrom durante la guerra civile, una bambina ucraina, assieme alla famiglia, sbarca in Brasile: è Clarice Lispector. Chaya, nome di battesimo, non ha ancora compiuto i due anni di età; lei stessa, nel ricordare le sue origini ucraine, avrà modo di affermare piùContinua a leggere “Una storia quasi vera: in Brasile con Clarice Lispector”