Vincenza

L’assolo di civette snellisce la lama già sottile, si stringe lo spazio tra un filo d’erba e l’altro. Una signora anziana sale lentamente tre gradini, i suoi passi lasciano impronte nell’aria. Indugia sul pianerottolo, sotto una fioca lampadina, dentro la cornice del portico. E si guarda indietro un istante. La riesco a ricordare solo piegataContinua a leggere “Vincenza”

A Roma c’è solo un quartiere

A Roma c’è un solo quartiere senza chiese Lì vado a pregare tre volte al mese per i soldi per un bacio e quando non ho pretese Lì vado a elemosinare un sorriso che ricordi il mio paese Mi concentro guardandomi intorno dividendo in fotogrammi ogni incontro in cerca di parole e di persone aContinua a leggere “A Roma c’è solo un quartiere”

Passeggiata

Le lunghe notti che con te erano giovani ormai pensano solo a ciò che è stato. A via Ottaviano invano m’aggrappo ai rintocchi dei miei passi, troppo fragili per il plumbeo marciapiede. Quando assieme  camminavamo, vagabonda nel tuo sorriso mandavo tutto alla malora e la lana di lillà intorno al tuo collo diventava presto ilContinua a leggere “Passeggiata”

Mi avvicino a te per zone di sole

Mi avvicino a te per zone di sole, stupori un po’ nascosti e ritrovati per l’aurea nebbia, che i dimenticati  palazzi rivela. Scarta parole con me, Ezra, tu giovane, tu vecchio, comunque Dio ti voglia, sulla panca di questa collinetta antica e stanca d’istanti, ripescati in qualche secchio. M’aidez a ricomporre quei dettagli di quelContinua a leggere “Mi avvicino a te per zone di sole”

Nedostaješ mi, Sarajevo

Non mi permetto di giudicarti,  come potrei?  Però è accaduto che ti abbia incontrata; così voglio fissare delle immagini, nitide ed immobili  come le stalattiti di gennaio  che bloccano a mezz’aria il loro congedo dalle grondaie. Ho percorso le tue stradine tortuose ed arroccate alla fine delle quali puoi trovare una pekara, un cane randagio,Continua a leggere “Nedostaješ mi, Sarajevo”