Mi avvicino a te per zone di sole

Mi avvicino a te per zone di sole, stupori un po’ nascosti e ritrovati per l’aurea nebbia, che i dimenticati  palazzi rivela. Scarta parole con me, Ezra, tu giovane, tu vecchio, comunque Dio ti voglia, sulla panca di questa collinetta antica e stanca d’istanti, ripescati in qualche secchio. M’aidez a ricomporre quei dettagli di quelContinua a leggere “Mi avvicino a te per zone di sole”

“Le città metafisiche” di Ilaria Palomba: puro desiderio di rinascita

  Pensando all’immagine delle città metafisiche, riaffiorano i dipinti di De Chirico e in particolare la serie delle Piazza d’Italia, in cui gli spazi sono definiti da prospettive multiple, con punti di fuga incongruenti tra loro. In questi quadri troviamo solitudine, silenzio e particolari inattesi, come nella tela Gioie ed enigmi di un’ora strana (1913),Continua a leggere ““Le città metafisiche” di Ilaria Palomba: puro desiderio di rinascita”

Libri, cicatrici, strade: Veronica Galletta racconta “Le isole di Norman”

Veronica Galletta, siracusana trapiantata a Livorno, ha vinto il Campiello Opera prima con un romanzo ambientato a Ortigia, Le isole di Norman, pubblicato da Italo Svevo edizioni. La protagonista è Elena, giovane donna in procinto di iscriversi all’università, ma schiacciata dalla paura di perdere sua madre Clara, afflitta da una forte depressione. Nel tentativo diContinua a leggere “Libri, cicatrici, strade: Veronica Galletta racconta “Le isole di Norman””

Napoli a due tempi. Conversazione con Alessio Forgione

Poi vai a dirgli: Caro papà, voglio partire per Milano per andare incontro alla Storia. Che cosa mi trattiene? È così semplice! Raffaele La Capria, Ferito a morte A gennaio è uscito Giovanissimi, il secondo romanzo di Alessio Forgione, in dozzina al Premio Strega. Dopo Napoli mon amour, un secondo libro ambientato a Napoli, inContinua a leggere “Napoli a due tempi. Conversazione con Alessio Forgione”

Natalia Ginzburg. “La città e la casa”: il racconto di un’assenza

Nella piccola casa dove sono cresciuta, c’era una libreria che occupava tutto il muro del soggiorno e che a me sembrava immensa. Forse un ospite di passaggio non avrebbe potuto indovinarlo, ma era divisa in due sezioni: a sinistra i libri di mio padre e a destra quelli di mia madre. C’erano dei doppioni quaContinua a leggere “Natalia Ginzburg. “La città e la casa”: il racconto di un’assenza”