Se tutte le maschere cadessero cosa resterebbe?

Jonction – Ginevra, 3 giugno – Mattina Il salto Guardo in basso. Vedo Julie che mi saluta. Vicino a lei, i miei amici, ubriachi, ballano e di tanto in tanto guardano in alto verso di me. Stanno aspettando che mi butti. Guardo dall’altra parte del fiume. Gruppi di ragazzi sono seduti beatamente sull’erba, chiacchierano fraContinua a leggere “Se tutte le maschere cadessero cosa resterebbe?”

Ma il Tufello non ha paura

La Quarantena non ha impedito di osservare, di svelare curiosità, di evidenziare solitudine e compostezza. Ha permesso di tornare più volte ai piedi di un edificio, all’ingresso di una piazza o di sporgersi da un cavalcavia per approfondirne il senso di vuoto intorno. I palazzi, con luci colorate che nascono dalle case, sono laboriosi alveariContinua a leggere “Ma il Tufello non ha paura”

La Parigi di Gustave Caillebotte: intervista a Luigi La Rosa

Luigi La Rosa è uno scrittore italiano e parigino. Nato a Messina, nella capitale francese è arrivato esattamente dieci anni fa e non l’ha più lasciata. In Italia, dove tiene dei corsi di scrittura per Rizzoli-Bur, torna sempre volentieri; ma è Parigi la città che ha segnato l’inizio della sua carriera letteraria e che LuigiContinua a leggere “La Parigi di Gustave Caillebotte: intervista a Luigi La Rosa”

Favolacce: l’isola che non c’è

In tutte le isole del mondo ci sono spiagge da cui gli abitanti osservano passare le imbarcazioni, desiderando navigare con quegli sconosciuti, sognando di andare dove vanno loro, qualsiasi sia la direzione. L’importante è mettersi in mare. La pensa così anche Ismaele, il protagonista del capolavoro di Melville, Moby Dick. Ogni volta che si faContinua a leggere “Favolacce: l’isola che non c’è”

En el metro de Paris con Robert Bresson

Parece que algunas líneas del metro de París no han cambiado en cincuenta años. Es como un viaje en el tiempo: ves Pickpocket ves Le diable, probablement y ahí están, las mismas puertas abriéndose antes de tiempo. Los primeros meses que pasé allí estuve llegando considerablemente tarde a casi todos los lugares. No me acostumbrabaContinua a leggere “En el metro de Paris con Robert Bresson”

Il tempo sospeso nel quartiere metafisico di Roma

Da parecchi mesi, ormai, un insolito silenzio sembra avvolgere come una cortina di fumo le strade e gli spazi dell’Eur. Prima della pandemia, in tempi ancora non intaccati dalla paura e dalla distanza, il quartiere beneficiava di una certa dinamicità, legata principalmente ai ritmi del lavoro, come testimoniano i numerosi uffici sparsi all’interno del perimetroContinua a leggere “Il tempo sospeso nel quartiere metafisico di Roma”