Un’invincibile estate: Reggio Emilia si illumina con FOTOGRAFIA EUROPEA 2022

Chiariamo una cosa: Reggio Emilia sta in Emilia, non in Romagna, come molt* pensano. Altrimenti si sarebbe chiamata Reggio Romagna. Quindi da brava reggiana, se mi dici «Ah, Reggio Emilia, buona la piadina!», ti rispondo: Sì, buona la piadina, però il nostro unico credo è l’erbazzone, ci facciamo colazione abbinato al cappuccino. E te loContinua a leggere “Un’invincibile estate: Reggio Emilia si illumina con FOTOGRAFIA EUROPEA 2022”

STAR(E) SUL SET di Diabolik o di quel giorno in cui Bologna è diventata Clerville

Ci sono Michael e Diego, che hanno ancora gli zaini di scuola. Hanno in mano la merenda, ma sembrano più interessati al teatro dell’azione che si sta svolgendo davanti ai loro occhi. Ridono, sono euforici, fanno ciao ai poliziotti di Clerville. La mamma gli dice che dovrebbero tornare a casa a fare i compiti diContinua a leggere “STAR(E) SUL SET di Diabolik o di quel giorno in cui Bologna è diventata Clerville”

La banalità dell’ (in)esistenza: “Un uomo che dorme” di Georges Perec

Qualche tempo fa circolava in rete un video dell’attrice e danzatrice statunitense Margaret Qualley tratto da una scena della serie Maid, che la vede protagonista: sulle note della canzone dei Pixies Where is my mind – riarrangiata al pianoforte senza voce -, la ragazza viene letteralmente risucchiata dal suo divano, fino a scomparire totalmente. NonContinua a leggere “La banalità dell’ (in)esistenza: “Un uomo che dorme” di Georges Perec”

Che ci faccio qui? Il microcosmo emiliano narrato da Daniele Benati

Sono una di quelle lettrici che fatica a leggere l’ultima uscita in classifica e preferisce rifugiarsi nei libri che capitano sottomano, per passaparola o grazie a un prestito di qualche amico. Talvolta può succedere che lo restituisca senza essere andata oltre pagina 24, altre volte invece mi appassiona così tanto che di quell’autore o diContinua a leggere “Che ci faccio qui? Il microcosmo emiliano narrato da Daniele Benati”

Voce del verbo ritornare: “L’Arminuta” di Giuseppe Bonito

Venerdì sera, Bologna. Quando sono al cinema lascio tutti i miei problemi, le angosce, la vita noiosa fuori. In sala esistono solo Carlotta – che sarei io – , le poltrone verdi del cinema Rialto e le storie proiettate sul grande schermo.  Questa sera sono principalmente curiosa. Curiosa di sapere se la storia che hoContinua a leggere “Voce del verbo ritornare: “L’Arminuta” di Giuseppe Bonito”