Herlitzka legge Dante

Ecco la fiera con la coda aguzza,
che passa i monti e rompe i muri e l’armi!
Ecco colei che tutto ‘l mondo appuzza!

È con la prima terzina del XVII canto dell’Inferno che la scorsa domenica Roberto Herlitzka ha rotto il silenzio del Teatro Basilica, quasi a voler esorcizzare “colei che tutto ‘l mondo appuzza” e che per tanto tempo ha impedito ai teatri di accogliere ed essere luogo di incontro.
La sua lettura è un fiume di parole ininterrotto che sa evocare con rara delicatezza l’universo poetico di Dante e restituirlo intatto al pubblico. L’attore si rende pura voce, una voce pulita e soave che sembra provenire direttamente da settecento anni fa ma che ci parla ancora di noi e della realtà che stiamo vivendo.

Poggiata su una poltrona rossa e quadruplicata in un gioco di specchi, la figura esile di Herlitzka ricorda quella di un’anima dantesca alla quale non restano che le parole.

Il Teatro Basilica, punto di riferimento sempre più importante per la scena teatrale romana, mantiene la sua vocazione di raccontare la deformazione della nostra contemporaneità, inserendola nel solco della tradizione. È infatti situato nel cuore della città, nella navata centrale della cripta della Scala Santa, in un suggestivo spazio senza tempo, con pareti in mattoni a vista ed ampi archi. A gestirlo è il “Gruppo della Creta”, una compagnia di giovani attori e addetti ai lavori che custodisce nel suo nome l’essenza stessa del teatro, qualcosa che si può fare e disfare senza mai cristallizzarsi in una forma definitiva e che proprio di questo potere magico fa il suo punto di forza.

Perché il teatro è diverso ogni sera, perché noi lo siamo e forse nessuno di noi potrà mai dire di aver davvero visto lo stesso spettacolo. Dall’incontro scontro tra questa giovane generazione e  le esperienze di artisti come Antonio Calenda o Roberto Herlitzka non può che nascere una ricca realtà teatrale, in grado di accogliere stili e linguaggi differenti.

La lettura di Herlitzka riprende dal 28 al 30 maggio, alle ore 19.00, concludendo i canti dell’Inferno e tornando sui più belli. Al Teatro Basilica vi aspetta un attore che, nonostante i suoi ottantatré anni, sa ancora dare tutto se stesso al teatro e al suo pubblico, di fronte al quale, a fine spettacolo, non può rinunciare ad inchinarsi.

Foto di copertina: Tommaso Le Pera

Pubblicato da Isabella Delle Monache

Isabella Delle Monache, classe 1994, nata a Città della Pieve, cresciuta a Latina, attualmente vive a Roma. Si laurea in Lingue e Civiltà Orientali all'Università La Sapienza e si diploma in recitazione presso la scuola Teatro Azione, prendendo poi parte come attrice a diverse produzioni cinematografiche. Dopo essere stata ammessa alla Scuola di Sceneggiatura dell'ANAC “Leo Benvenuti”, si appassiona enormemente al racconto cinematografico e attualmente frequenta il Master in Drammaturgia e Sceneggiatura dell’Accademia d'Arte Drammatica Silvio d'Amico. Scrive da sempre poesie e racconti. Ha viaggiato tanto e tutto ciò che ha visto o anche solo immaginato nei diversi luoghi del mondo continua a ronzarle in testa finché non trova forma nelle sue parole.

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