Scrivere testi urbani: viaggio in bus con Lauren Elkin

No. 91/92: Notes on a Parisian Commute è una raccolta di riflessioni, osservazioni e pensieri che la scrittrice Lauren E lkin ha annotato sul suo iPhone durante i tragitti per andare a lavoro a bordo delle linee 91 e 92 della parigina RATP.

Elkin fornisce una definizione accurata di ciò che le interessa catturare: «la poetica della città vista dall’autobus». Ma prima ancora di guardare fuori dal finestrino, al viavai della città, è il microcosmo dell’autobus che Elkin decripta acutamente. I suoi codici vengono decifrati. Le leggi interne, scritte e non, vengono sezionate e messe in questione. Chi ha deciso che la priorità spetta ai passeggeri che vogliono i finestrini chiusi? E perchè? Perché le persone si siedono sul sedile esterno, rendendo difficile per un altro passeggero sedersi su quello interno? Perché non esiste una regola che vieti esplicitamente di mangiare sull’autobus?

Lauren Elkin

Elkin si pone queste domande mentre osserva le persone che popolano i suoi tragitti quotidiani da una parte all’altra di Parigi. Una ragazza suona un pianoforte immaginario, una bambina canticchia un motivetto, una donna legge un libro che ha avvolto in una carta rosa. La poetica dell’autobus è una poetica dell’ordinario. Rifacendosi al concetto di infra-ordinario di George Perec, Elkin crede che «ciò che conta non è l’importanza di ciò che viene osservato, ma la sua banalità». E il suo diario mobile ne è la prova. Dal sedile dell’autobus Elkin disvela la meraviglia ordinaria della città e dei suoi abitanti mentre scorrono dal finestrino: la tabaccheria che apre presto al mattino, il proprietario del negozio di tappezzeria in mezzo alle sue sedie, un uomo che penetra misteriosamente all’interno della porte-cochère di una grande palazzo haussmannien. 

Perec aveva eletto Place Saint-Sulpice come punto di osservazione da cui scrutare Parigi, Elkin sceglie l’autobus. Un autobus è un punto di vista inusuale e affascinante sulla città: sempre in movimento, ma a un ritmo relativamente lento (“Un palazzo haussmannien ogni due minuti. Un modo tutto parigino di misurare la velocità”), spesso affollato ma allo stesso tempo solitario, visto che le persone che ci circondano, immerse nei loro smartphone, sono solitamente restie all’interazione.

Elkin riflette sul fatto che potremmo non vedere quelle persone mai più, o forse sì: gli incontri quotidiani nella città sono frutto del caso. La città apre infinite possibilità, non soltanto in relazione agli altri, ma soprattutto riguardo a noi stessi: 

Nella città sfioriamo continuamente altri nostri possibili io

Come Elkin, anche io mi pongo spesso questo tipo di domande: Cosa sarebbe successo se avessi preso il treno cinque minuti prima? E se fossi andata a quel picnic? Se nella città esiste una poetica dell’ordinario, ne esiste sicuramente anche una della possibilità. La trama invisibile delle possibilità si dipana continuamente nella città a nostra insaputa. Continuamente passiamo accanto a vite possibili senza accorgercene.

Ne L’invenzione del quotidiano Michel De Certeau sostiene che coloro che camminano nella città, attraverso i loro percorsi, scrivono testi urbani. Man mano che Elkin fornisce le coordinate del suo testo urbano, rintraccio coincidenze geografiche: anche io come lei ho vissuto e insegnato nel settimo arrondissement. Anche io, come lei, conosco bene il bus n. 92. Il suo testo e il mio testo sono a tratti sovrapponibili. Mentre mi interrogo e fantastico su tutte le persone che ho incrociato sull’autobus, mi rendo conto che che le esistenze nella città si intrecciano. Sui circuiti cittadini, a volte persino si sovrappongono. È illuminante a questo proposito l’idea di De Certeau secondo la quale muovendoci nella città scriviamo «poesie intrecciate e sconosciute, in cui ogni corpo è un elemento segnato da molti altri».

In Flâneuse: Women Walk the City in Paris, New York, Tokyo, Venice and London avevamo conosciuto Elkin girovaga, in N. 91/92 la ritroviamo passeggera. Ciò che è sempre presente è la sua vibrante esperienza della città, audace e libera da restrizioni. Faccio mio il suo adagio: 

Che io possa sempre avventurarmi fuori dal mio triangolo, fuori dai miei limiti.

No. 91/92: Notes on a Parisian Commute è uscito in UK il 7 settembre 2021 per Les Fugitives https://www.lesfugitives.com/books/lauren-elkin-notes-on-a-parisian-commute

Pubblicato da aidamarrella

Aida Marrella is a PhD student in English literature at Université Paris III - Sorbonne Nouvelle. Her research interests centre on women’s postcolonial identities and the urban space in contemporary British novel.

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