Arte senza Spazio

 

A seguito dell’impossibilità della presenza fisica dello spettatore nello spazio, i musei e le istituzioni culturali italiane si sono attrezzati per fornire un programma didattico ed espositivo alternativo. Alcune personalità che si occupano della comunicazione dell’arte in Italia, come Giulio Alvigini, che gestisce la pagina Instagram “Make Italian Art Great Again”, hanno avuto obiezioni sulla “corsa al digitale” di alcuni musei, ritenendo fosse in ritardo e non adeguata da un punto di vista qualitativo rispetto ad altre istituzioni con un rodato e solido programma online, anche osservando macroscopicamente la realtà internazionale.

È invece mia convinzione che la presenza in rete o sui canali di comunicazione non sia indispensabile per la completezza di un’offerta culturale. Anzi, penso che, senza l’introduzione di tecnologie specifiche, che diano alle mostre delle modalità didattiche e culturali efficaci e inedite, si tratti soltanto di una strategia di adeguamento alle tendenze comunicative del momento, senza portare un vero arricchimento al programma didattico e culturale dell’istituzione.

A questo proposito alcuni musei hanno scelto consapevolmente di non utilizzare canali digitali per la diffusione della cultura, nella convinzione che l’esperienza dello spettatore nello spazio museale può essere, a ragione, l’unica priorità. 

È necessario dunque che entrino in gioco tecnologie come il Gigapixel, la Realtà Aumentata, la Realtà Virtuale, il Machine Learning o l’Intelligenza Artificiale, che possono essere modalità di fruizione non approvate da tutti, che possono dividere il pubblico e che comunque dipendono interamente dalla qualità del progetto dei curatori e ricercatori che le applicano, ma che permettono l’esperienza delle opere in un modo nuovo, con l’aggiunta di elementi in più impossibili da sperimentare prima.   

Foto di Ilaria Palmieri

Che cosa succede quando, per cause di forza maggiore, l’unico ambiente visitabile è lo spazio della rete? Le seguenti realtà culturali italiane hanno organizzato una serie di contenuti e iniziative per far fronte a questa chiusura. Tali esempi non saranno giudicati in senso qualitativo, ma la breve analisi sarà piuttosto incentrata sulle modalità comunicative e didattiche, con lo scopo di comprendere il ruolo della presenza digitale delle istituzioni, profondamente e velocemente cambiato in questa situazione di emergenza, influenzando il dibattito sulla presenza all’interno della società e sulle modalità comunicative dell’istituzione culturale del futuro. 

L’arte non si è fermata. È questo un vero segnale della necessità primaria da parte delle persone di fruire di contenuti artistici? È questa la prova che l’arte e la creatività hanno un ruolo fondamentale per la collettività nei momenti più difficili?

Se si vuole adottare invece un approccio più cinico e pessimista, un aspetto da considerare è quello dell’incapacità delle persone di prendersi una pausa, di fermarsi a riflettere su ciò che si è visto durante la propria vita, senza il bisogno di continuare ad immagazzinare nuove informazioni, nuove immagini, nuove analisi e narrazioni sulle opere, nella convinzione e fiducia che si tornerà presto negli spazi dell’arte.

Se questa possibilità non viene contemplata l’offerta museale digitale durante questa emergenza può essere interpretata come una risposta alla dipendenza da parte delle persone al bombardamento mediale nei tempi dello streaming illimitato, della produttività forzata e della lotta continua al tempo morto e alla noia.

Vediamo alcune iniziative messe in campo delle realtà culturali più importanti in Italia. 

Pinacoteca di Brera, Milano 

Pre: La Pinacoteca di Brera, dopo l’assegnazione della carica di direttore a James M. Bradburne nel 2015, ha iniziato una graduale trasformazione sia a livello di allestimento dello spazio della galleria, sia di immagine, promozione e proposta dei contenuti digitali. Sul sito web della Pinacoteca è infatti possibile visualizzare l’intera collezione con la possibilità di selezionare uno specifico periodo di realizzazione delle opere, o un determinato artista, tecnica o sala espositiva con l’opzione di visionare anche gli artefatti non esposti all’interno dello spazio della Pinacoteca. 

Un’altra funzione, introdotta per la prima volta dalla piattaforma Google Arts and Culture, permette di vedere immagini di alcune opere acquisite in altissima definizione, con la possibilità di ingrandire alcuni dettagli e particolari fino a 40 volte la loro misura reale.  

Post: Appunti per una resistenza culturale

È questo il titolo del programma proposto dalla Pinacoteca. Iniziato il 26 Febbraio scorso viene presentato dal direttore Bradburne con la seguente affermazione: “Non posso che guardare il museo chiuso con una particolare emozione. È giustificabile, ma questi sono i luoghi dove le persone vanno anche per consolazione, per darsi forza. Il valore simbolico è basilare, una città deve dimostrarsi pronta a reagire. Ci vuole resistenza, coraggio e coesione sociale.”

Si tratta di diversi contenuti di tipo video che si concentrano talvolta su specifiche opere della collezione, talvolta presentano particolari dell’allestimento e si configurano generalmente come un approfondimento in pillole da parte di guide, artisti o esperti sull’istituzione milanese.  

Fondazione Prada, Milano – Venezia 

Francesco Vezzoli, Love Stories, Credits Dimitrios Kambouris/Getty Images Entertainement

Pre: La presenza digitale della Fondazione Prada inaugurata nella sua sede di Milano nel 2015 e di Venezia nel 2011, si riassume con la condivisione sui canali dei social network, in particolare Instagram e Facebook, senza però la proposta di veri e propri programmi digitali di fruizione delle mostre o delle opere, dedicandosi ad una presentazione dei programmi espositivi passati e presenti con la proposta sul sito web di comunicati stampa e video di presentazione delle mostre o iniziative culturali. 

Post: Rassegna streaming // Serie Podcast 

La Fondazione ha pensato di offrire, dal momento della chiusura degli spazi, una rassegna streaming realizzata in collaborazione con la piattaforma MUBI che contiene film d’autore provenienti da ogni parte del mondo. La rassegna inizia con Perfect Failures, una serie di 6 film incompresi al momento della loro uscita, accompagnata da Life-Edit, A Companion to Streaming and Solitude, un testo di Costanza Candeloro focalizzato sull’esperienza individuale e collettivo dello streaming. 

La Serie Podcast comprende Readings, e viene identificata come un’evoluzione dell’attività editoriale di Fonazione Prada, definita “antologia sonora composta da testi di studio, saggi critici e racconti d’autore commissionati dalla fondazione nell’ambito dei propri progetti multidisciplinari.” 

La Fondazione Prada propone inoltre il progetto Love Stories – A Sentimental Survey by Francesco Vezzoli, a cura di Eva Fabbris, in cui sull’account Instagram dell’istituzione l’artista esplora attraverso il linguaggio dei social, e in particolare dei sondaggi delle stories, lo stato emotivo, amoroso e psicologico di una vasta comunità online.

Triennale, Milano 


Goldschmied & Chiari, Azione, 2020, foto di Gianluca di Ioia

Pre: Il sito web della Triennale di Milano permette l’accesso alla collezione, all’archivio fotografico e all’archivio audiovisivo dell’istituzione grazie ad una completa digitalizzazione delle diverse risorse. 

Post: Decameron: storie in streaming 

Partendo dallo spunto del Decamerone di Giovanni Boccaccio, in cui un gruppo di giovani nel 1348 per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera e a turno si raccontano delle novelle per trascorrere il tempo, la Triennale invita artisti, designer, architetti e intellettuali ad abitare gli spazi vuoti del museo per sviluppare una narrazione culturale. Le diverse novelle vengono trasmesse in diretta sul canale Instagram della Triennale. 

Museo Egizio, Torino 

Pre: Il sito del Museo Egizio propone diverse modalità didattiche di approfondimento culturale. È possibile scorrere una linea del tempo multimediale interattiva della storia del museo o accedere all’archivio digitale di molti artefatti e documenti tra cui il database consultabile dei papiri. 

Post: Le passeggiate del direttore 

Il direttore del Museo Egizio Christian Greco è il protagonista di video pubblicati ogni giovedì sul canale YouTube dell’istituzione torinese in cui vengono mostrate e raccontate le sale espositive concentrandosi su particolari opere o tematiche. 

Fondazione Musei Civici, Venezia 

Pre: La Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con Google Arts and Culture, piattaforma culturale digitale online dal 2011, propone la possibilità di effettuare una visita virtuale dei seguenti edifici: Palazzo Ducale, Cà Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, Cà Pesaro – Galleria Internazionale di Arte Moderna, Palazzo Mocenigo, Museo Correr, Museo del Vetro, Museo di Storia Naturale e Palazzo Fortuny. L’utente ha la possibilità di visionare in modalità Street View le sale espositive, con la possibilità di visionare le opere acquisite in risoluzione Gigapixel. 

Post: Con la creazione della campagna #IoRestoaCasa con #MUVE vengono proposte non tanto iniziative ad hoc, ma piuttosto una promozione degli strumenti digitali già utilizzati dalla fondazione (visite virtuali, bollettini scientifici, catalogo online delle collezioni) associati ad una newsletter giornaliera per chi ne faccia richiesta contenente “una storia, un gioco, un’opera” e alla pubblicazione di contenuti sui canali social. 

MAXXI, Roma 

Pre: Le collezioni del MAXXI sono visionabili sul sito web dell’istituzione romana, con una suddivisione tra le sezioni arte e architettura. È inoltre disponibile uno spazio dedicato al Centro Archivi di Architettura, laboratorio sperimentale che collabora con l’Associazione nazionale degli archivi di architettura contemporanea per valorizzare e diffondere i documenti della cultura architettonica del passato prossimo e del presente. Oltre ad una sala di consultazione offre la possibilità di accedere ad un archivio digitale di disegni, modelli, fotografie e documenti consultabile online. Inoltre, il sito web contiene le schede biografiche delle personalità artistiche legate al MAXXI. Essendo partner di Google Arts and Culture, anche il Museo delle Arti del XXI secolo permette di effettuare un tour virtuale degli spazi espositivi con la possibilità di sfruttare la tecnologia Gigapixel per la visione di particolari inediti delle opere. 

Post: Liberi di uscire col pensiero 

Il programma del MAXXI successivo alla chiusura degli spazi fisici del museo comprende diverse iniziative attuate grazie al potenziamento dei canali social dell’istituzione con un particolare sfruttamento del canale YouTube e della IGTV di Instagram. Le tematiche principali sono la narrazione delle opere più importanti della collezione, il racconto dei 10 anni del MAXXI attraverso i suoi protagonisti in collaborazione con Sky Arte, le icone di architettura e design riassunte in pillole dei curatori del museo, laboratori per le famiglie e interviste agli autori di Libri al MAXXI. 

Immagine di copertina: Filippo Minelli, Bold Statements, VDNKH, Mosca

Pubblicato da Teresa Ruffino

Nata a Savona nel 1993. Dopo una laurea in Comunicazione e Didattica dell'Arte all'Accademia di Brera e in Storia dell'Arte all'Università di Genova, si dedica allo studio dei fenomeni visivi del web e del rapporto tra nuove tecnologie e arte contemporanea.

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